Dipendenze

Al centro dei legami

Il nostro Approccio

A volte qualcosa che all’inizio aiuta a stare meglio, a reggere un momento difficile o a trovare sollievo finisce per occupare sempre più spazio.

Può riguardare una sostanza, il gioco, il digitale, una relazione o altri comportamenti.

Può esserci il desiderio di smettere, la fatica di ricominciare dopo una ricaduta oppure semplicemente il
dubbio che qualcosa stia diventando difficile da gestire.

Non è necessario sapere già cosa fare o essere pronti a cambiare. Si può partire dal cercare di capire cosa sta succedendo, che ruolo ha assunto nella propria vita e quali possibilità diverse
possono aprirsi.

Perché chiedere aiuto

Quando una sostanza o un comportamento diventano difficili da gestire, il problema non riguarda soltanto ciò che si fa, ma anche lo spazio che occupa nella propria vita.
Lavorarci può significare recuperare maggiore libertà di scelta: non sentirsi più costretti a ripetere qualcosa anche quando non lo si vorrebbe, riconoscere meglio ciò che si sta cercando in quel momento e costruire modi differenti per affrontare ciò che si vive.

Comprendere una dipendenza significa anche chiedersi che funzione ha assunto per la
persona: che cosa permette di sopportare, evitare, cercare o tenere insieme.

Questo consente di non fermarsi alla lotta contro il comportamento, ma di lavorare perché possano diventare possibili alternative nuove e più sostenibili.

E poiché tutto questo avviene dentro una storia e dentro dei legami, il cambiamento può
riguardare anche il modo di stare con gli altri, chiedere aiuto, porre limiti, affrontare conflitti o costruire relazioni differenti.

Come funziona

Non esiste un unico percorso valido per tutte le situazioni. Il primo passo è capire che cosa sta succedendo e di che cosa c’è bisogno in questo momento.A seconda della situazione può essere indicata una psicoterapia, un percorso di supporto psicologico, una valutazione psichiatrica o un altro intervento coerente con ciò che emerge.

L’équipe comprende psicologi, psicoterapeuti con formazioni differenti e un medico psichiatra.

Questa pluralità permette di osservare la situazione da prospettive diverse e individuare il professionista più adatto non soltanto in base al tipo di dipendenza, ma anche alla storia, all’età,
alle difficoltà presenti e al momento che la persona sta attraversando.

Quando può essere utile

La nostra équipe in PsicoLuogo lavora con dipendenze da sostanze e alcol, gioco d’azzardo, dipendenze
comportamentali e digitali, dipendenza affettiva, ricadute e situazioni in cui una persona sente di avere progressivamente meno libertà rispetto a qualcosa che continua a ripetersi.

Quando si prova a smettere ma qualcosa porta a ricominciare; quando si alternano periodi di
controllo e ricadute; quando un comportamento continua a ripetersi nonostante le conseguenze che sta avendo.

Oppure possono esserci soltanto domande:
“Sto esagerando?”
“Perché continuo a farlo?”
“Perché ogni volta ricomincio?”
“È davvero una dipendenza?”
“Devo necessariamente smettere per chiedere aiuto?”

Il servizio è rivolto anche a minorenni, con il coinvolgimento dei genitori e individuando il professionista più adatto alla situazione e all’età.

Anche un familiare preoccupato può rivolgersi a PsicoLuogo per comprendere meglio ciò che sta accadendo e orientarsi rispetto a come muoversi.

Quando è una relazione a diventare difficile da lasciare

A volte non è una sostanza o un comportamento a occupare sempre più spazio, ma una
relazione.
Ci si può accorgere di stare male e, allo stesso tempo, di non riuscire ad allontanarsi; di avere continuamente paura di perdere l’altro; di mettere da parte i propri bisogni; oppure di tornare più volte in una relazione che continua a far soffrire.
Con dipendenza affettiva si descrivono situazioni diverse, che non possono essere comprese tutte allo stesso modo. Non si tratta semplicemente di stabilire se una relazione debba continuare
oppure finire.

Il lavoro consiste nel comprendere che cosa rende quel legame così difficile da lasciare, quale funzione ha assunto nella propria vita e quanto spazio rimane per sé, per i propri bisogni e per le altre relazioni.

Anche in questo caso, comprendere ciò che accade può essere il primo passo per recuperare maggiore libertà nelle proprie scelte e nel modo di stare nei legami.

Una difficoltà psicologica, psichiatrica, una dipendenza o una disabilità modifica gli equilibri della famiglia. Una separazione o un cambiamento importante costringono a trovare nuovi modi di stare insieme.

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I nostri professionisti esperti in questo percorso

Giuseppe Cuoghi psicologo psicoterapeuta

Dott. Giuseppe Cuoghi

Psicologo, Psicoterapeuta e Supervisore
Si occupa di dipendenze, relazioni e processi di cambiamento, lavorando con persone e gruppi. Coordina INSIEMI, il servizio di PsicoLuogo dedicato a gruppi terapeutici e supervisioni.
Dott.ssa Donata Carnevali - psicologa, mediatrice familiare

Dott.ssa Donata Carnevali

Psicologa Clinica, Mediatrice familiare (approccio Sistemico Relazionale), Specializzanda in Psicoterapia (approccio Cognitivo Comportamentale)
Si occupa di sostegno psicologico individuale e di coppia, mediazione familiare e accompagnamento nei percorsi di separazione e cambiamento. Ha esperienza in ambito psicogiuridico e integra, quando appropriato, pratiche di mindfulness nel lavoro clinico.
Natale Montalto - psicologo e sessuologo

Dott. Natale Montalto

Psicologo e Sessuologo clinico, specializzando in Psicoterapia (approccio analitico-transazionale ad orientamento socio-cognitivo)
Si occupa di psicologia e sessuologia clinica, accompagnando le persone in un percorso di ascolto, accoglienza e non giudizio. Lavora insieme al paziente per definire obiettivi concreti e raggiungibili, in un percorso fondato sulla responsabilità condivisa e sul rispetto dei tempi e delle risorse della persona.
Dott.ssa Marcella Benoni - Psicologa di Comunità

Dott.ssa Marcella Benoni

Psicologa di Comunità, specializzanda in Psicoterapia (approccio sistemico relazionale)
Si occupa di dipendenze da sostanze e da alcol, partendo dalla persona, dalla sua storia e dal contesto in cui è inserita, ponendo particolare attenzione ai legami e alle dinamiche relazionali.
Dott.ssa Noemi Tumminello - psicologa clinica

Dott.ssa Noemi Tumminello

Psicologa Clinica, specializzanda in Psicoterapia (approccio sistemico-relazionale)
Accompagna giovani e adulti nell’affrontare ansia, relazioni, coppia, famiglia, crisi e dipendenze.

FAQ - Domande e risposte frequenti

Devo essere sicuro di avere una dipendenza per rivolgermi all’équipe?

No. Puoi chiedere un primo colloquio anche se hai soltanto un dubbio sul rapporto con una
sostanza, un comportamento o una relazione. Non serve avere già una diagnosi né sapere
esattamente che cosa vuoi cambiare.

No. Puoi arrivare perché vuoi smettere, perché continui a ricadere, perché qualcosa sta
diventando difficile da gestire oppure semplicemente perché vuoi capire meglio ciò che sta
succedendo. Il punto di partenza è comprendere insieme la situazione, non arrivare con una
decisione già presa.

L’équipe lavora con dipendenze da sostanze e alcol, gioco d’azzardo, dipendenze comportamentali e digitali, dipendenza affettiva e situazioni caratterizzate da ricadute o dalla difficoltà a mantenere un cambiamento. Più in generale, ci si può rivolgere all’équipe quando una sostanza, un comportamento o una relazione sembrano avere assunto uno spazio difficile da gestire nella propria vita.

No. A seconda della situazione può essere indicata una psicoterapia, un supporto psicologico,
una valutazione psichiatrica o un altro tipo di intervento.
In alcuni casi può essere più appropriato orientarsi verso un servizio pubblico o verso un
professionista con una competenza specifica.

Non necessariamente. L’équipe dispone anche di una competenza psichiatrica, che può essere coinvolta quando emerge l’utilità di una valutazione specifica e di un eventuale supporto farmacologico.

Sì. L’équipe lavora anche con minorenni. In questi casi vengono coinvolti anche i genitori, nelle modalità concordate con il professionista e appropriate alla situazione.

Sì. Un familiare può chiedere un primo colloquio per comprendere meglio ciò che sta accadendo
e orientarsi su come muoversi, anche quando la persona direttamente coinvolta non è ancora disponibile a chiedere aiuto.

Non c’è una durata uguale per tutti. Dipende dal caso specifico, dagli obiettivi e dal tipo di intervento individuato. Proprio perché non viene proposto un percorso standard, la durata viene valutata sulla base del lavoro che si costruisce con la persona.

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