Il nostro Approccio
Non esiste un modo perfetto di essere genitori, figli, fratelli o famigliari. Ci si vuole bene, ci si prova, qualche volta ci si capisce e qualche volta ci si perde. Ma voler bene non significa sempre sapere cosa fare e, spesso, proprio nel tentativo di aiutarsi, si finisce per farsi del male.
Famiglie e relazioni è uno spazio per capire insieme cosa sta accadendo nei legami, attraversare insieme momenti di difficoltà o cambiamento e trovare nuove possibilità di stare in relazione dentro i legami che contano.
Cosa sta succedendo?
Ci sono momenti in cui, in famiglia, diventa difficile capire cosa stia succedendo e soprattutto cosa fare.
Un figlio si chiude o sembra non trovare la propria strada. Un genitore non sa più come aiutarlo. I conflitti diventano ripetitivi. Qualcuno si sente responsabile di tutti. Una difficoltà psicologica, psichiatrica, una dipendenza o una disabilità modifica gli equilibri della famiglia. Una separazione o un cambiamento importante costringono a trovare nuovi modi di stare insieme.
Altre volte non c’è un problema preciso. Ci si accorge semplicemente che qualcosa nel modo di stare insieme è cambiato, che si fa più fatica a parlarsi o che un passaggio della vita sta modificando rapporti, ruoli e bisogni.
Famiglie e relazioni si occupa di ciò che accade nei legami: del modo in cui ciascuno vive quello che sta succedendo, di ciò che prova a fare per affrontarlo e di come i tentativi di aiutarsi, proteggersi, controllare o farsi capire possano incontrarsi, scontrarsi o finire per alimentare proprio ciò che si vorrebbe cambiare.
Non si tratta di cercare chi ha ragione, chi ha torto o chi è il problema. Si tratta di comprendere meglio che cosa sta succedendo tra le persone e quali nuove possibilità possono aprirsi.
Perché prendersi cura dei legami?
Quando una difficoltà entra in una famiglia, raramente riguarda una sola persona. Cambiano i modi di parlarsi, le preoccupazioni, le aspettative, i ruoli e spesso anche ciò che ciascuno prova a fare per aiutare gli altri.
Guardare a quello che succede nei legami permette di vedere qualcosa che, concentrandosi soltanto sul singolo, rischia di rimanere sullo sfondo: come ciascuno vive ciò che sta succedendo.
Lavorare sulle relazioni non significa attribuire alla famiglia la responsabilità di un problema. Significa riconoscere che i legami possono diventare una parte importante della possibilità di comprenderlo e affrontarlo.
A volte questo permette di uscire da situazioni che sembrano ripetersi sempre nello stesso modo. Altre volte aiuta ad attraversare un cambiamento, ritrovare uno spazio di confronto o semplicemente comprendere meglio il proprio modo di stare insieme.
Non per trovare il modo giusto di essere una famiglia, ma per trovare modi nuovi di stare meglio insieme.
Quando può essere utile?
Ci si può rivolgere alla nostra équipe in situazioni molto diverse.
Quando tra genitori e figli ci si sente bloccati, lontani o continuamente in conflitto. Quando un adolescente o un giovane adulto attraversa un periodo di crisi, di ritiro o fatica a trovare una propria direzione. Quando la sofferenza psicologica, una dipendenza, una disabilità o altre difficoltà di un famigliare coinvolgono anche chi gli sta accanto.
Può essere utile anche quando qualcuno sente di essersi assunto troppo peso nella cura degli altri, quando una separazione o una riorganizzazione famigliare rende necessario trovare nuovi equilibri, oppure quando conflitti per eredità o per altri passaggi importanti mettono alla prova i rapporti.
E ci si può rivolgere all’équipe anche senza una situazione grave: perché i figli stanno crescendo, perché i ruoli stanno cambiando, perché ci si sente più distanti o semplicemente perché si desidera fermarsi a guardare con maggiore attenzione il proprio modo di stare insieme.
Sono situazioni diverse, accomunate dalla possibilità di non guardare soltanto alle singole persone, ma anche a ciò che accade tra loro.
Come funziona
Ogni famiglia ha le proprie domande e non tutte hanno bisogno dello stesso percorso. Per questo il nostro itinerario Relazioni: l’arte di sbagliare costruisce l’intervento a partire da ogni situazione concreta.
Da dove si comincia
Quando la richiesta riguarda già chiaramente una difficoltà famigliare, il primo incontro può avvenire direttamente con un professionista dell’équipe.
Quando invece non è ancora chiaro quale tipo di aiuto possa essere più utile, il primo colloquio PsicoLuogo permette di fermarsi sulla situazione, comprenderla meglio, ricevere una prima restituzione e orientarsi rispetto ai possibili passi successivi.
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I nostri professionisti esperti in questo percorso
Dott. Giuseppe Cuoghi
Dott.ssa Donata Carnevali
Dott.ssa Martina Piedimonte
FAQ - Domande e risposte frequenti
Deve partecipare tutta la famiglia?
No. Chi coinvolgere viene valutato insieme a partire dalla situazione. In alcuni casi può essere utile incontrare più persone, in altri lavorare inizialmente o prevalentemente con uno o alcuni componenti della famiglia.
Posso chiedere aiuto anche se un mio famigliare non vuole partecipare?
Sì. È possibile iniziare anche dalla persona che sente il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo. Il coinvolgimento di altri famigliari può essere valutato successivamente, quando utile e possibile.
Il servizio è rivolto soltanto ai genitori e ai figli?
No. Una difficoltà famigliare può riguardare anche fratelli e sorelle, figli adulti e genitori anziani, famiglie separate o altri legami significativi.
Mio figlio è adulto. Possiamo comunque chiedere aiuto?
Sì. Il passaggio verso l’autonomia non avviene nello stesso modo o negli stessi tempi per tutti e può diventare un momento delicato sia per i figli sia per i genitori. L’équipe può aiutare a comprendere quello che sta accadendo nei rapporti e ciò che ciascuno sta vivendo.
È necessario che ci sia un problema grave?
No. È possibile rivolgersi all’équipe anche durante un cambiamento o quando si desidera comprendere meglio il proprio modo di stare insieme, senza che sia presente una crisi specifica.
Che differenza c’è tra una consulenza, un percorso clinico familiare e una mediazione familiare?
La consulenza è uno spazio breve orientato soprattutto a comprendere la situazione e costruire una prima lettura condivisa. Un percorso clinico permette invece di lavorare più a lungo sui processi e sulle difficoltà emerse. La mediazione familiare è un percorso che aiuta a risolvere conflitti. Non è necessario decidere in anticipo quale delle possibilità sia quella giusta.
Quanto dura un percorso?
Dipende dalla domanda e dalla situazione. Una consulenza può concludersi dopo pochi incontri; un percorso clinico può richiedere un lavoro più lungo, la mediazione familiare richiede di solito una decina di incontri. Tempi, frequenza e persone coinvolte vengono concordati sulla base di ciò che emerge.
Posso rivolgermi a voi se io o un mio famigliare siamo già seguiti da un altro professionista?
Sì. La presenza di un percorso individuale non esclude necessariamente un lavoro sulle relazioni familiari. Quando opportuno e con il consenso delle persone interessate, gli interventi possono essere pensati in modo da non sovrapporsi e mantenere chiari i rispettivi obiettivi.
Vi occupate anche delle difficoltà di coppia?
L’itinerario “Relazioni: l’arte di sbagliare” può lavorare con due partner quando la difficoltà riguarda la dimensione familiare, per esempio la genitorialità, una separazione o una riorganizzazione dei rapporti familiari. Per le problematiche specificamente legate alla relazione di coppia e alla sessualità, PsicoLuogo dispone di un itinerario dedicato.
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Psicoluogo: uno spazio sicuro dove ascoltarsi, comprendersi e ritrovarsi
Ci sono momenti in cui la mente sembra non fermarsi mai. Pensieri che si rincorrono, domande che restano aperte, emozioni